JPG, PNG, WebP e AVIF: guida pratica ai formati immagine

La domanda "quale formato uso?" ha una risposta diversa a seconda di cosa stai salvando, e la maggior parte delle guide in circolazione risponde male perché tratta i quattro formati come se competessero alla pari tra loro. Non è così: JPG e PNG risolvono problemi diversi da 30 anni, e WebP e AVIF sono, ciascuno, un miglioramento diretto di uno dei due. Andiamo con ordine.
JPG: fotografie, mai grafica con testo o bordi netti
JPG comprime "con perdita" — scarta informazioni reali dell'immagine per ridurne il peso, scommettendo che l'occhio non se ne accorga. Funziona molto bene con le fotografie perché queste hanno transizioni di colore morbide e continue, che è proprio dove l'algoritmo JPG (basato sulla trasformata discreta del coseno) è più efficiente. Fallisce in modo evidente in due casi: testo o linee rette ad alto contrasto (dove compaiono quegli aloni sfocati attorno ai bordi, chiamati artefatti a blocchi), e qualsiasi immagine che richieda trasparenza, perché il JPG semplicemente non la supporta.
Usalo per: fotografie, immagini di prodotto con sfondo, qualsiasi cosa con molte sfumature di colore.
PNG: grafica, screenshot, tutto ciò che ha trasparenza
PNG comprime "senza perdita" — il file decompresso è identico pixel per pixel all'originale. Questo lo rende perfetto per loghi, icone, screenshot e qualsiasi immagine con trasparenza reale (il famoso canale alfa), ma ha un costo: nelle fotografie, un PNG senza perdita può pesare da 5 a 10 volte più di un JPG di qualità visivamente equivalente, perché cerca di preservare perfettamente qualcosa che non ha bisogno di quella perfezione per apparire bene.
Usalo per: loghi, icone, screenshot, grafica con testo, qualsiasi cosa con trasparenza.
WebP: il miglioramento diretto rispetto ai due precedenti
WebP, creato da Google nel 2010, fa qualcosa di insolito: supporta sia la compressione con perdita (come il JPG, ma più efficiente — tra il 25 e il 35% più leggero a qualità visiva simile, secondo i dati dichiarati da Google) sia quella senza perdita con trasparenza (come il PNG, ma anch'essa più efficiente). In pratica, questo significa che WebP può sostituire sia i tuoi JPG sia i tuoi PNG con un risparmio di peso notevole, senza che la differenza sia percepibile a occhio nudo. Il supporto dei browser ha smesso di essere un problema da anni — oggi è praticamente universale.
Usalo per: praticamente tutto, a meno che tu non debba garantire compatibilità con software molto datato che non lo riconosce.
AVIF: ancora più leggero, con un'avvertenza
AVIF (2019) usa il codec di compressione video AV1 applicato a immagini statiche, e nei test di compressione tende a superare WebP — spesso tra il 20 e il 50% più leggero a qualità comparabile, a seconda molto del contenuto dell'immagine. L'avvertenza è doppia: codificare un AVIF è più lento dal punto di vista computazionale rispetto a WebP (cosa che conta solo se elabori migliaia di immagini su un server, non se ne converti poche in modo occasionale), e anche se il supporto dei browser è ormai alto, resta comunque un passo indietro rispetto a WebP in termini di compatibilità universale.
Usalo per: quando il peso del file è la priorità assoluta e puoi accettare il piccolo rischio di compatibilità, oppure come miglioramento progressivo accanto a un WebP di riserva.
La tabella rapida
- Fotografia per il web → WebP (o AVIF se vuoi spremere l'ultimo byte)
- Logo o icona → PNG, o WebP senza perdita se il peso conta
- Screenshot con testo → PNG
- Immagine con trasparenza → PNG o WebP, mai JPG
- Massima compatibilità con software datato → JPG per le foto, PNG per il resto
Puoi provare la vera differenza di peso con le tue immagini: converti in WebP qui, direttamente nel browser, e confronta il file risultante con l'originale.


